venerdì, 21 marzo 2008
author: gammi @ 20:28
category: 2046
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

2046

martello

Wong Kar Wai: l'unica cosa certa pare essere il nome del regista.

Ci viene proposto un pippone sull'antica usanza di confessare i segreti nei buchi dei tronchi d'albero per poi turarli col fango per tutto il film (e sono 3 ore molto lunghe), e dire che il protagonista di buchi se ne intende.

Il film è l'intellettualizzazione esasperata del, vecchio come il cucco, amore infelice; con la perversione che solo gli orientali possiedono nel parlare di sentimenti (vedi "a snake of june").

Kar Wai impiega le prime 2 ore nel vano tentativo di raggiungere il "2046", il mondo del ricordo perpetuo, della cessazione del trascorrere dle tempo; a mezz'ora dalla fine, il protagonista (Er Pomata, così detto per la pettinatura giovanile e frizzantina), forse ribellandosi al regista stesso, fattosi coraggio con scorpacciate di ghiottissimo serpente, comprende che "Cazzo, Kar Wai, vai avanti, non si può fermare il tempo".

Passando sulla metafora dell'arcobaleno, la visione ottimistica in cui "i ricordi sono sempre bagnati di lacrime", le inquadrature feticiste dei piedi e Singapore come la nuova Eldorado, possiamo serenamente affermare che i film sul sentimento straziante dell'amore (vedi "Cronaca di un amore"), metà relazione pericolosa, metà acconciature orrende, non sono proprio i nostri preferiti.

Nota: Lui paga lei, lei paga lui... ma chi paga noi per la visione del film?

Magic Moment: Er Pomata, da bravo divoratore di squinzie, riesce a farsi pagare dalla battona di fiducia con queste parole "Ecco i 10 dollari, oggi sei tu la puttana!"

La Congrega

lunedì, 24 settembre 2007
author: gammi @ 00:41
category: danny de vito
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

DannyDevitoTaxi

Caro Danny,

ora, che tu sia artista apprezzabile e versatile(vedi pinguin o the big Kauna), ci può anche stare...ma che tu ti proponga come un "diavolo di amatore" NONONONO!!!!Non ci siamo...o quantomeno abbi il coraggio di dimostrare quanto sostieni offrendo prestazioni sessuali ad ogni tuo fan!!!

Con questo ti porgiamo i nostri più sentiti saluti e  ci diamo al ricamo di sacchi di juta nel caso ti decidessi ad accettare la nostra  proposta.

P.S.questo appello  è stato ispirato(praticamente ne è la naturale conseguenza)dalla visione del film "Prima o poi s... vengo".

Citare cast, regista, sceneggiatori (o minimamente accennare ad una trama) è decisamente superfluo  dato che sospettiamo siano dei semplici prestanomi di Danny...Tutto è finalizzato all'autopromozione!!!

La Congrega

giovedì, 26 luglio 2007
author: servadelpotere @ 22:25
category: gatto nero gatto bianco
comments: commenti (popup) | commenti

gatto nebimartellettomartellettomartelletto

Matko vive nei pressi del Danubio con suo figlio diciasettenne Zare. Come risarcimento per aver fallito in un affare per conto di Dadan(che lo ha meramente imbrogliato), potente gangster, deve far si che Zare sposi Afrodita,sorella di Dadan, detta Bubamara(coccinella)per le sue fattezze minute(è nana). Ma Zare è innamorato di un'altra....

Scenari affascinanti ed invitanti per questa favola moderna che ciascuno di noi vorrebbe vivere.

Una storia d'amore, sì, ma non solo; un intero mondo da scoprire.

Sarà perchè in questo film anche per le nane c'è amore che a noi è proprio piaciuto.

Capolavoro!Con Kusturika non c'è storia...

Magic moment: ogni singola scena con il nonno di Zare.

La Congrega

mercoledì, 11 luglio 2007
author: servadelpotere @ 20:43
category: dottor mabuse
comments: commenti (popup) | commenti

mabuse

martellettoUltimo capitolo di Lang sulla saga del Dottor Mabuse. Decisamente il peggiore, nonostante la nostra sincera ammirazione e condivisione degli obiettivi del protagonista.

Poliziesco?...forse no...Film romantico?...forse no...forse no!

Una serie di sospette morti accidentali vengono attribuite al Dottor Mabuse o al suo fantasma o a suo figlio.Ma chi accidenti è? L'assassino ci viene presentato come un genio del crimine, autore di un testo autobiografico come "Apologia del delitto", capace di tessere finissime e invisibili trame per sovvertire l'ordine costituito e distruggere il mondo "perchè è tutto ciò che il mondo merita".Occhio vigile sulle umane mere esistenze, si rivela essere poco meno che un piagnone rancoroso in preda ad un palese complesso di elettra caisato dalla mancata elaborazione del lutto paterno.

La frase più pregnante è decisamente quella del phonato e cotonato biondino:"so quanto è difficile per una donna separarsi dai suoi gioielli!"

Dei dubbi ci assalgono per tutta la durata del film: perchè Marion,gnocca acclarata, si destreggia tra un parrucchino ossigenato e uno zoppo? Ma sopratutto perchè all'Interpool hanno assunto la copia scema di Danny De Vito, più noto come "l'oroscopazzo" o "l'uomo dei luoghi comuni"?

Alla fine del film abbiamo una sola certezza...il Luxor mena gramo!!!

Magic moment: sventato lo struggente tentativo di suicidio della bella Marion, un grassone, tamburellandosi la pancia, commenta così: "menomale, mi avrebbe rovinato l'appetito".

La Congrega

mercoledì, 11 luglio 2007
author: gammi @ 17:01
category:
comments: commenti (popup) | commenti

venerdì, 04 maggio 2007
author: gammi @ 17:54
category: el topo
comments: commenti (3)(popup) | commenti (3)

el topo

martello45martello45martello45

El Topo, si bhe ma chi è?Un infame vestito fetish, un messia, un ingioiellato rissoso... un po' santo, un po' puttana, ci fa appasionare alla sua storia durante tutto l'arco del film. Un continuo magic moment che ci impone la decisione di privarvi della trama e regalarvi una galleria di immagini che sfiorano il sublime. Tra francescani appesi come salami; un colonnello, sospettiamo sia Umberto Smaila, che si uccide dopo essere stato evirato con un colpo di fucile, speriamo sia Umberto Smaila; un omaccione vestito di raso giallo che tenta di copulare con delle pietre; una borghesia decadente che ha il volto di vecchie tofe ingioiellate e lascive, scopriamo che l'agonia di un messicano ferito a morte può durare dai 20 minuti ai 4 giorni e 1/2, al punto tale che al momento del decesso alcuni spettatori hanno manifestato il desiderio di deturpare e seviziare la salma. Una giovane e immatura storia d'amore

Lei: <<Mi ami?>>

El Topo: <<Si>>

Lei: <<Io no!>>

viene sostituita da una decisamente più matura e imperniata sul sacro assioma: donna nana tutta tana.

In un crescendo di suspances El Topo-bonzo con permanente diventa, come un novello Mosè, il liberatore di un popolo capace di fare un baffo alla sempreverde "corte dei miracoli".

Jodorwsky non ci delude mai!

MAGIC MOMENT: I francescani percossi sulle natiche sanguinanti mentre vengono cavalcati nudi.

La Congrega

giovedì, 22 marzo 2007
author: gammi @ 14:43
category: partitura incompiuta per pianola
comments: commenti (3)(popup) | commenti (3)

registamartello45

URSS 1976-Liberamente tratto da un dramma giovanile di Anton Cechov, Platanov. Una riunione di famiglia diviene il pretesto per tracannare ettolitri di sostanze alcoliche. L'ombra di un amore struggente, come solo il primo amore sa essere, pesa sulle coscienze di Michael e Sofia e condiziona l'atmosfera gioiosa. 

Per voi è possibile che durante una relazione uno dei due parta per due giorni e si dimentichi di tornare lasciando l'altro nel più totale sconforto, aggrappato alla boa del grappino?! Per Nikita Sergeyevich Mikhalkov a quanto pare si. Tra slanci giovanili repressi e falliti, insioddisfazioni urlate, tristezze e sfide puerili si consuma il melodramma di una borghesia annoiata e buonista. Decisamente avremmo preferito il finale più spietato di Cechov.

MAGIC MOMENT: L'espressione di Serghey, ingenuo fino alla nausea, nello scoprire il tradimento dell'amata moglie.

La Congrega                                

lunedì, 19 marzo 2007
author: servadelpotere @ 19:23
category: garage olimpo
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

 

garage_olimpo

martellettomartellettomartelletto Vista la bellezza e la serietà del racconto autobiografico del regista Marco Bachis, abbiamo optato per un giudizio più conciso e meno descrittivo.

Crudo capolavoro sulle torture inflitte dall'esercito argentino in un garage fatiscente durante la dittatura militare ai nuclei sovversivi della popolazione. La macchina si focalizza sulla storia di Maria e la sua cattura; tra le torture si consuma l'unilaterale e torbida attrazione dell'aguzzino Felix verso la ragazza. Tra tentativi di fuga e inquadrature irregolari ed ansiose, cresce la tragedia di un popolo umiliato, reso muto e cieco(ossessiva la presenza delle bende sugli occhi dei prigionieri). Sconvolgentemente bello l'epilogo, già annunciato a metà film, che vede affondare nel Rio della Plata non solo le vite delle ultime vittime del Garage Olimpo, ma anche ogni barlume di speranza.

MAGIC MOMENT: i fiori donati alla donna amata, la stessa alla quale infliggere atroci sofferenze.

                     La Congrega

lunedì, 12 marzo 2007
author: gammi @ 21:32
category: formiche verdi
comments: commenti (8)(popup) | commenti (8)

dove sognano le formiche verdidove sognano 2

 

martello45Nonostante la pesantezza, è sicuramente degna di merito l'assenza di pietismi nell'affrontare il tema dello scontro di civiltà. Il filo conduttore del film è la musica straziante!

Australia, una società mineraria vuole estrarre dell'uranio da un terreno considerato sacro per un clan di aborigeni. Il messaggio appare subito chiaro allo spettatore: mai rompere il cazzo alle formiche verdi, mai svegliarle... potrebbero farti il culo(potremmo essere noi, peccato che nessuno ci veneri). La toccante scena nell'aula del tribunale alterna il forte messaggio ecologista(probabilmente sponsorizzato da Pecoraro Scanio) alla visione di parrucche che solo gli inglesi avrebbero avuto il coraggio di esportare.

Perdenti gli aborigeni, legati nostalgicamente ad un culto ormai morto e incapace di affrontare la modernità; perdente l'uomo bianco incatenato al treno in corsa del progresso e orfano delle domande giuste da porsi; perdente lo spettatore che nell'infinita ed estenuante lentezza del film da l'estrema unzione alla sua lucidità mentale e pensa di riuscire a comprendere i canti dei clan... noi abbiamo riconosciuto "Michele e mare" e "ndringhetè ndrà".

Herzog si conferma il nostro dispensatore ufficiale di noia, la triste e fioca luce che trascina le nostre allegre giornate verso la più tetra disperazione.

MAGIC MOMENT: Quale posto migliore del reparto detersivi da considerare sacro e necessario per il sogno della procreazione?!

La Congrega

domenica, 11 marzo 2007
author: gammi @ 19:37
category: cronaca di un amore
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

cronicascronaca

La mancanza di martelletti è voluta, oltre che doverosa.

Enrico, ricco esponente della borghesia milanese, ha un solo desiderio nella sua vita: sentirsi dire che è cornuto.

Il desiderio viene esaudito dall'investigatore assunto: la moglie Paola, o Signora delle Camelie, o Sanguetta ha una relazione con l'irrilevante Guido. La storia d'amore pare assumere le caratteristiche di una bomba intelligente, il legame tra i due, con la maestria di un cecchino induce al suicidio prima la storica fidanzata di Guido, poi prende di mira Enrico, ed infine gli spettatori del film.

Il terrore serpeggia, la paura ci inchioda... lei sfoggia una serie di orrendi cappellini che la trasformano in galletto vallespluga, Robin Hood esibizionista, musa di Picasso nel periodo cubista.

Non si è ancora capito se il film sia muto o i dialoghi abbiano la stessa freuqenza di apparizione della cometa di Hally, quando un'illuminazione ci assale: gli sceneggiatori ci sono, ma sono in astinenza da prozac; così il povero Antonioni, per arginare il danno costringe gli attori a recitare contro un muro o in strane pose cariche di pathos.

I luoghi comuni si sprecano fino alla fine tra cocottine, una borghesia frivola e festaiola(pronta a deridere e umiliare chiunque si faccia sorprendere a fumare le nazionali), la polizia che sembra trovare una degna divisa solo negli impermeabili.

Alla fine Guido, il simbolo della libido, l'oggetto sessuale di un po tutte le donne del film, troverà in se la forza non solo per schiaffegiare Paola ma anche per lasciarla, riscattando insieme a se stesso tutto il pubblico.

MAGIC MOMENT: i titoli di coda

La Congrega